Si è fatto tanto parlare – e ancora se ne parla, essendo un processo lento e che coinvolge miliardi di portali – di “mobile first index”, cioè della priorità che Google ha dichiarato di assegnare al canale della mobilità rispetto al caro e vecchio desktop.

Ma perché il mobile sta acquisendo sempre più lo status di canale privilegiato, se non unico, di accesso degli utenti alla Rete?

Hanno indagato in merito sia comScore sia Boston Consulting Group in due recenti ricerche. La prima, più quantitativa, stabilisce che l’Italia ha un 20% di utenti “mobile only”, mentre nel resto del mondo le percentuali sono altissime: in Indonesia, ad esempio, si attestano sul 70%. Si tratta quindi di utenti che navigano solo ed esclusivamente da smartphone e che non possiedono un desktop.

L’altro studio, invece, analizza a livello qualitativo l’importanza del mobile per gli utenti, con risultati che potremmo arrivare a definire inquietanti: pare che la maggior parte degli utenti intervistati abbia confessato di poter rinunciare a bisogni primari come (viaggi, cene fuori etc.) piuttosto che abbandonare anche temporaneamente il sacro smartphone.

Siti mobile e app: cosa scelgono gli utenti?

Sempre secondo la ricerca di comScore datata gennaio 2017, moltissimi Paesi del mondo hanno ormai ampiamente superato il 60% di traffico mobile. Ma all’interno di questa percentuale, qual è lo share delle applicazioni?

La maggiore, parrebbe, soprattutto a livello di tempo speso: la migliore fruibilità delle app e la fidelizzazione che generano fa sì che gli utenti vi trascorrano molto più tempo rispetto ai siti mobile.

Ecco qualche dato:

  • Il numero di visitatori unici per app si attesta a -64% rispetto ai siti web mobile;
  • i minuti per visita delle app sono mediamente maggiori, circa 188 rispetto ai 9.3 dei siti web (parliamo del 2000% in più);
  • il 53% degli utenti abbandona siti che ci mettono più di 3 secondi a caricare, cosa che con le app difficilmente succede.

Ok, ora parliamo di Progressive Web Apps

Progressive Web Apps: la perfetta fusione tra “native app” e “siti mobile friendly”, il modo migliore per ottenere i vantaggi di entrambi.

In primis, sappiamo tutti cosa siano? Scomodiamo Wikipedia per una short description piuttosto esaustiva:

Il termine Progressive Web App (PWA, applicazioni web progressive) viene utilizzato per indicare una nuova metodologia per sviluppare software. Diversamente dalle applicazioni tradizionali, le progressive web apps sono un ibrido tra le normali pagine web (o siti web) e le applicazioni mobili. Questo nuovo modello di applicazioni cerca di combinare le possibilità offerte dalla maggior parte dei moderni browser con i benefici dell’utilizzo in mobilità.

Il termine Progressive si riferisce al fatto che, dal punto di vista dell’esperienza utente, queste applicazioni inizialmente sono percepite come normali siti web, e progressivamente si comportano sempre più come app mobili. Ad esempio, dopo alcune visite a queste app, il browser propone all’utente di salvarle nell’home screen del terminale mobile, per essere percepite a tutti gli effetti come delle app native.

Ma ciò che interessa a noi, non come meri internauti ma come operatori del digital è: quali sono i reali vantaggi di questa nuova tecnologia?

Le PWA hanno una serie di vantaggi di utilizzo notevoli, grazie ai “service workers”:

  • possono funzionare offline o in caso di scarsa connettività (es. reti 2G);
  • sono aggiornabili senza bisogno di scaricare una nuova versione (e consumare ulteriori dati);
  • sanno inviare notifiche push per fidelizzare l’utente;
  • sono costruite sulla base del principio del “progressive enhancement” (più funzioni offre il browser più funzioni offre la PWA), mentre bisogna ricordare che non funzionano negli embedded browser (es. quelli di Facebook e Instagram) perché non accedono a queste API;
  • sono sicure grazie all’utilizzo del protocollo HTTPS.
  • sono indicizzabili da Google (quindi anche ottimizzabili e posizionabili);
  • non devono passare attraverso i marketplace (Google Play; iTunes; Amazon; ecc.) per l’installazione;
  • hanno un’installazione semplicissima peraltro molto più “breve” rispetto a quella di una app nativa.

E quindi, queste PWA… le vogliamo usare?

Indubbiamente nel novero dei trend di cui sentiremo parlare spesso nel 2018, le Progressive Web Apps hanno già all’attivo case history di successo come incremento di dati di traffico, conversioni e uso da parte degli utenti.

Google stesso, nella sua ricerca di una sempre maggiore rapidità del web, le promuove, al punto di aver creato persino il sito Show Cases delle PWA.

Ci troviamo quindi, nel bel mezzo di una potenziale svolta epocale, con enormi vantaggi per noi e per i nostri Clienti.

Chi di voi sta effettuando test sulle PWA? In ogni caso, se volete approfondire l’argomento, qui trovate un mio articolo più dettagliato realizzato per il Blog di Pro Web Consulting.

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