Intervista a Marco Devilio “Bellimbusto SEO”

Ho deciso di inaugurare il SEO blog con un’intervista al bellimbusto: Marco Salvo (noto sul web come Marco Devilio) un SEO Palermitano che fra panini e rustici, cassate e cannoli, svolge questo mestiere e quello di formatore professionale.

Come hai iniziato la tua carriera da SEO?

Ho iniziato la mia carriera da “informatico” parecchi anni fa, e dopo aver arricchito il mio zaino di balocchi e delusioni da designer frustrato, ho abbandonato la strada del “POSSO FARVI IL SITO WEB” per dedicarmi a progetti personali. Palermo è una città molto bella ma difficile da vivere, sopratutto per i liberi professionisti. Decidere puntare la tua carriera, su te stesso, non è mai una cosa semplice. Per me è stato quasi naturale, sono stato rapito dal vento del sud e ho “messo mano” alla costruzione del mio piccolo “impero” realizzando mattoncino dopo mattoncino un modestissimo network di siti dai quali ho avuto modo di aumentare in maniera esponenziale le miei skill e le mie conoscenze 🙂

Praticamente già 15 anni fa mi occupavo di SEO anche se in realtà non sapevo cosa fosse realmente. Ricordo di aver messo su un forum (ormai inesistente) in cui la gente scriveva ed i motori di ricerca indicizzavano… Questo avvenimento ha fatto si che una scintilla pian piano si evolvesse anche se il succo è sempre lo stesso: Fai qualcosa sul web e dallo in pasto a chi è in grado di iniettare il viral DNA agli utenti “pigri”.

La mia missione sul web non è stata mai quella di dedicarmi alle aziende però da qualche mese a questa parte ricevo diverse proposte di partnership e di posizionamento (indice che qualcosa nella mentalità aziendale e del loro approccio al web sta cambiando) attraverso il mio sito di rappresentanza SEO Palermo.

 

Google Pasquale Gangemi

Sapresti darmi una definizione sintetica di SEO?

A me piace pensare che l’attività di un vero SEO sia da indirizzare all’utente finale. Anche se questa mia visione è un po’ fantasiosa e bizzarra, se analizzata con un pizzico di follia potreste pensarla come me. 🙂 La Seo è solo un punto di partenza per dare la spinta al tuo nuovo progetto, se la base non è solida e se non possiedi delle basi di (web) marketing quali: fidelizzazione degli utenti, di vendita, chiamate all’azione ecc., l’alberello piantato non darà i frutti sperati.

Cosa non dovrebbe mai fare un buon SEO?

Secondo me un SEO puro, non dovrebbe mai offrire un servizio di posizionamento garantito, nessuno può avere la certezza di farlo. Google infatti non si avvale di professionisti esterni per portare i siti in prima pagina.

Qual e’ un’attivita’ che ritieni importante (della quale non si parla) che può fare la differenza?

Beh, a dire il vero, sento un gran parlare di tecniche di miglioramento e posizionamento ma Google assume un comportamento quasi camaleontico adattandosi allo stile di ogni SERP, non c’è quindi una regola ben definita. Mi sento di sostenere questo perché ho avuto modo di vedere come i risultati organici possano essere differenti in termini di qualità cambiando l’oggetto della ricerca.Immagino che vi sarà capitato innumerevoli volte di vedere dei siti realizzati “con i piedi” o pesantissimi da caricare, realizzati in Flash e con tanto codice Javascript non compresso ma di trovarli in prima posizione…L’attività segreta.. è giusto che rimanga tale, giusto? Comunque posso dirti con tranquillità che un’attività SEO straordinaria è la collaborazione.Si fa un gran parlare di tecniche e di codici ma secondo il mio punto di vista la collaborazione è una delle prime strategie da adottare all’interno di una “politica” SEO.

 

Collaborazione SEO

Ti riferisci allo scambio di link o ad altri tipi di collaborazione?

Ho scoperto la collaborazione tentando la strada dello scambio link ma da li, ho capito che il semplice scambio di ancore, non porta gli stessi risultati di una collaborazione spontanea reciproca. So che non ho scoperto l’arcano, ma oggi più che mai, le agenzie SEO cercano partner per inglobare network in un solo colpo. In questi giorni ho ricevuto proposte da agenzie SEO tedesche con richieste più o meno simili. Quando la collaborazione è fatta con il cuore produce dei risultati inaspettati che solo un SEO UMILE può scoprire.

Sapresti farmi un esempi reale, del quale ti sei occupato, che ha generato effetti positivi apportando del valore aggiunto al tuo cliente?

Certamente!!! Trattasi di un sito turistico lavacanzainsicilia.com. Quando mi contattarono chiedendomi il posizionamento del sito per keywords super concorrenziali mi trovai un po’ spiazzato perché non era un settore che conoscevo molto e sopratutto avevo 2/3 concorrenti veramente forti. Con un po’ di astuzia e sfruttando alcune debolezze dei competitors, sono riuscito a portare il sito in prima pagina per la chiave “bed and breakfast Sicilia”, “b&b Sicilia” e altre key di successo.

Partendo da questa base, ho proposto al proprietario del sito di ampliare la sua strategia, al fine di poter proporre il suo servizio a pagamento. Chi ha lavorato in ambito turistico saprà benissimo che i gestori delle strutture ricettive hanno una certa predisposizione a “non spendere soldini”.

Oggi il sito riceve molte richieste di inserimento e parecchi feedback positivi da parte dei gestori. Questo per me un super caso di successo perché ho reinventato la SEO lottando contro agenzie con alle spalle anni di esperienza e braccia forti.

 

SEO Morta

Secondo te la SEO e’ veramente morta? Quale sara’ il suo futuro?

No non credo sia morta, anche google parla di seo nelle sue linee guida. Credo fortemente che il web sociale modificherà gran parte del lavoro che attualmente facciamo.

Il futuro non posso preventivarlo ma il web 3.0 si spinge verso le persone e se da un lato sembra una cosa bellissima, dall’altro mette in crisi gran parte dei navigatori. Mio papà, per esempio, ha il pallino della cucina e quindi mi ha chiesto di realizzare un sito dove  inserire le sue ricette made in Palermo 🙂

Da quando abbiamo realizzato il sito è passata un sacco di acqua sotto sti maledetti ponti, ma mio papà vede il sito sempre alla stessa maniera. Se provassi a instradarlo verso Google plus o Facebook o Twitter o verso altri  social in ambiente gastronomico solo per ricevere visite,  penso che renderei la sua esperienza web decisamente meno gradevole. Dovrei spingerlo a contattare persone e a far condividere le sue ricette. Ma vi immaginate? Intanto Google pare proprio che si stia orientando in questa direzione,  ne è l’esempio Google con Search, plus your Word che con il suo bel tastino mostra o nascondi persone, renderà tutto più assurdamente strano e difficile da comprendere e gestire.

Adesso i motori di ricerca sembrano dei grossi siti mi danno un po’ l’impressione dei centri commerciali, dove entri e trovi tutto quello che serve per poter passare più tempo possibile li dentro. Pochi giorni fà, ho visto la presentazione di Volunia, il nuovo progetto tutto made in Italy e anche se la critica lo ha trattato come il peggio del peggio, a me è piaciuto molto. In effetti non vedo una grossa innovazione ma una più facile e veloce esperienza per utenti smaliziati, che comunque già conoscono il suo modo di vedere la rete.

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