Anatomia di un tema di WordPress in infografica

28 Dic

Anatomia di un tema di WordPress in infografica

Dopo l’articolo di presentazione in cui spiego il perché ho creato questo blog, da creatore di infografiche.com, non potevo non avvalermi dell’utilizzo di un’infografica per scrivere il primo articolo della categoria “tips”.

Quante volte è stato scaricato WordPress?

È recente la notizia dell’aggiornamento di wordpress alla versione 3.5 e, nel momento in cui scrivo questo articolo, quest’ultimo è stato scaricato circa 3,147,625 volte (numero in costante e rapidissimo aggiornamento). Per vedere il dato aggiornato, basta guardare il WordPress download counter.

Una tale diffusione lascia presagire che si sta parlando di un CMS di elevata qualità e molto utile dal punto di vista SEO, ma analizziamo insieme quali sono le parti in cui è suddiviso un tema di wordpress e quali sono le sue funzioni.

Anatomia di un tema di WordPress in Infografica:

Come ho più volte scritto sul mio blog dedicato all’infografica, usando una citazione: un’immagine vale più di mille parole,  ed è per questo che, senza scendere nei dettagli tecnici, guardando questa immagine, riuscirete a farvi un’idea della struttura “tecnica” di un tema in WordPress:

Anatomia tema wordpress infografica

Anatomia di un tema di WordPress in infografica

I Temi di WordPress sono strutturati in una cartella che contiene tutti i files, ognuno di essi controlla una parte specifica del tema.

Esistono due macro tipologie di files, quelli che rimangono statici indifferentemente dalla pagina in cui ci troviamo (solitamente header, sidebar e footer) ed altre variabili.

I files che si trovano in quasi tutti i temi sono i seguenti:

  • header.php:
    visualizza la parte superiore del sito web o blog e contiene, spesso, il menù di navigazione. È importante cominciare a prendere “confidenza” con questo file perché potrebbe essere necessario modificarlo di frequente per inserire tag e metatag come: codici di monitoraggio (Google analytics), custom fields, tag OpenGraph (di Facebook), ecc.;
  • The Loop:
    è una sezione importantissima in cui vengono visualizzati i contenuti e si basa su un meccanismo utilizzato da wordpress per estrarre e visualizzare dinamicamente i contenuti;
  • sidebar.php:
    in genere è gestibile attraverso i widget, ed è consigliabile (secondo la mia esperienza) inserire una sidebar, sulla destra del blog (e non sulla sinistra) per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca;
  • footer.php:
    contiene il codice per la parte finale del sito e ed i tag di chiusura di <body> e <html>. Si è soliti modificare questo file per inserire dati come: copyright, partita IVA, numero di telefono e riferimenti vari.

Gli altri files da tenere in considerazione, e che approfondiremo meglio nei prossimi articoli, sono:

  • index.php: serve a modificare la home;
  • single.php: da editare per modificare i post;
  • page.php: da editare per modificare le pagine;
  • archive.php: ove presente, contiene gli archivi suddivisi per categoria, tag, mese di pubblicazione o autore.
  • category.php: necessario per gestire gli archivi per le categorie;
  • tag.php: necessario per gestire gli archivi per i tag;
  • comments.php: solitamente è un files poco utilizzato grazie (o a causa) dei plugin di gestione dei commenti come livefyre o disqus (o jetpack);
  • functions.php: è uno dei files più “complicati” da modificare e si usa per aggiungere, modificare o rimuovere alcune funzionalità del tema. Se modificato senza avere delle buone conoscenze, può provocare problemi di visualizzazione al blog.
  • style.css: è il foglio di stile del tema e si modifica per personalizzare le modalità di visualizzazione dei vari elementi del tema: font, colori, dimensioni, margin, padding, ecc.

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Nato a Reggio Calabria, 30 anni, Head of SEO presso Pro Web Consulting, Agenzia SEO con sede a Chiasso (Svizzera). Mi occupo esclusivamente di SEO da 6 anni e di web marketing da più di 10 anni.

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