Analisi SEO settore farmaceutico: 10 cose che non sapevate

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6 Apr

Analisi SEO settore farmaceutico: 10 cose che non sapevate

Dal 1° luglio del 2015 le aziende farmaceutiche possono vendere farmaci online senza obbligo di ricetta, grazie a una nuova normativa che lo autorizza.

Una piccola rivoluzione che potrebbe portare un enorme beneficio in termini di business. Peccato che i player del settore ancora non siamo pronti a cogliere questa occasione: secondo un’analisi SEO condotta da Pro Web Consulting, infatti, risulta che i siti delle principali case farmaceutiche sono a dir poco scarsi dal punto di vista dell’ottimizzazione per i motori di ricerca.

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Ecco 10 punti interessanti emersi da questa ricerca:

  • Il campione analizzato è di una ventina di siti: né quelli di prodotto né i portali istituzionali presentano una buona SEO On-Site, spesso non vengono rispettate nemmeno le best practice di base;
  • Provate a pensare alla parola “raffreddore”: quali sono i vostri brand top-of-mind? Sicuramente quelli più famosi, onnipresenti con i loro adv sui giornali e con gli spot in TV. Ora provate a digitare “raffreddore” sui Google: i risultati sono gli stessi? Assolutamente no, le SERP vi indicheranno soprattutto portali editoriali che parlano di sintomi, cure e benessere in generale;dati_aboutpharma_aggiornamento_keyword
  • Quali ambiti sono stati analizzati per la ricerca? Si tratta di due macro-categorie, antinfiammatori e antipiretici, perché più competitive a livello di vendite. Le keyword analizzate fanno capo ad aree semantiche ampie, che comprendono le malattie, i loro sintomi e i rimedi principali;
  • Provate a fare un rapido check delle homepage di siti come Aspirina.it, Moment.it, Angelini.it: non presentano nemmeno i tag più basilari. Niente title, niente description, niente H1… eppure i brand sono così autorevoli che Google li posiziona in prima pagina per alcune (solo alcune) delle parole chiave più attinenti all’uso del farmaco;
  • Qual è il sito meglio (si fa per dire!) ottimizzato tra quelli presi in considerazione per questa analisi SEO? Fluimucil.it, che mostra almeno i tag principali ma esclusivamente in homepage. Le pagine dei diversi formati del prodotto non sono affatto ottimizzate e anche la strutturazione delle URL potrebbe essere migliorata;
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  • Perché alcuni portali editoriali si posizionano decisamente meglio? Innanzitutto, va da sé, perché hanno una migliore ottimizzazione On-site. Ma anche perché sono siti di contenuto, che rispondono alle domande e ai dubbi dell’utente, al contrario dei siti ufficiali dei farmaci che, spesso, sono sterili vetrine contenenti solo schede tecniche e posologia. Aggiungere contenuti informativi, quindi, aiuterebbe moltissimo il posizionamento di questi portali;
  • Nel migliore dei mondi possibili, quindi, il sito di una casa farmaceutica o, meglio, il sito di un farmaco specifico, avrebbe un On-site fatto come Dio comanda (Dio è Google, nel caso specifico), una struttura usabile e ricca di contenuto utile per l’utente e, perché no, anche dettagli di valore come i rich snippet;
  • Forse starete pensando: in fondo cosa può importare a questi giganti del farmaco se sono deboli sulle SERP? Cosa conta l’indice di visibilità quando hai alle spalle investimenti adv con tanti zeri e brand stra-noti a livello collettivo? Conta, invece, perché in virtù della nuova normativa di cui accennavo nell’incipit, la competizione del settore si sta spostando sempre più dalla farmacia al web;
  • Forse starete anche pensando: cosa importa all’utente? Se ho la febbre prendo la Tachipirina, senza doverlo chiedere a Google. Ok, verissimo. Però vogliamo parlare delle malattie e dei sintomi meno mainstream? O degli usi alternativi di farmaci mainstream? Lo sapevate che il paracetamolo, principio attivo della Tachipirina, è anche un potente antidolorifico privo di controindicazioni particolari, e per questo tra i più usati negli ospedali? È così, però se digitate “antidolorifico” su Google, di certo non avrete la Tachipirina tra i primi risultati… una fetta di mercato persa, non vi pare?
  • Concludendo, dato che i siti delle aziende del pharma sono tutti abbastanza allineati nel loro essere carenti dal punto di vista dell’ottimizzazione per i motori di ricerca, certamente i first mover, ossia i primi che decideranno di affidarsi alla SEO, potranno trarne grandi benefici in termini di visibilità rispetto ai loro competitor.

Cosa ne pensate? Aspetto i vostri commenti SEO!

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Nato a Reggio Calabria, 30 anni, Head of SEO presso Pro Web Consulting, Agenzia SEO con sede a Chiasso (Svizzera). Mi occupo esclusivamente di SEO da 6 anni e di web marketing da più di 10 anni.

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Comments (3)

  • Manuele

    Manuele

    Spunti interessanti e veritieri. Essendomi però “scontrato” con le realtà farmaceutiche ho due note da aggiungere: la prima è che la cultura del digitale in genere non è ancora arrivata in queste grandi aziende. La secondo è che ci sono delle leggi imposte dal ministero della salute molto rigide, che queste aziende devono adottare a differenza dei siti editoriali. Questo vuol dire che ogni modifica alle sito deve prima passare dal ministero della salute, questo comporta mesi e mesi di attesa, oltre al fatto che non è possibile “ottimizzare” un sito web di un brand come lo faremmo su qualsiasi altro.
    Per farvi un esempio banale, per questi brand è vietato fare attività sui Social media, perché sempre secondo il ministero, alcune informazioni potrebbero essere travisate dagli utenti e non è possibile tener traccia di dove andranno al finire… Insomma… In bocca al lupo a loro 🙂

    • Pasquale Gangemi

      Pasquale Gangemi

      Ciao Emanuele, grazie mille per il valore che hai aggiunto all’articolo 🙂
      Da un lato è innegabile quanto da te scritto, dall’altro invece, non avere nemmeno i title contribuisce in maniera significativa negativamente.

      • Manuele

        Manuele

        Assolutamente si, infatti dove son passato io qualcosa ho sistemato 🙂 dove c’erano troppe barriere ho dovuto abbandonare, però confermo che il pharma sul digital è un mondo che sta parecchio indietro, e non solo per colpa delle aziende, ma sopratutto per colpa delle leggi (e non solo in Italia…). Tutto questo va a vantaggio di e-commerce indipendenti e siti editoriali. Strategicamente… o li batti, o ti allei 😉

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